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Perchè Piera Gelpi

Bassorilievo in bronzo per ricordare Piera GelpiLa scuola secondaria di Mapello è stata intitolata a Piera Gelpi per effetto della delibera del Collegio dei Docenti dell'anno scolastico 1974/75, delibera adottata all'unanimità su proposta del Prof Giulio Vignoni e accettata con piacere dall'Amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Ferruccio Medolago.

Pochi di quei docenti avevano personalmente conosciuto Piera Gelpi, ma tutti, con loro delibera, le riconobbero il diritto di essere simbolo della scuola stessa e, nello stesso tempo, obbligavano i mapellesi a non dimenticarla.

Io facevo parte di quel collegio. Da allora sono passati 20 anni. Dalla morte di Piera Gelpi ne sono passati 30.
Ed è per rinnovarne il ricordo che voglio raccontare agli alunni di questa scuola il tragico episodio che la vide sfortunata protagonista.

Era il 29 luglio del 1964. Piera Gelpi si trovava in vacanza a Valmoresca, una località di Averara.
Quel mattino passeggiava con la sorella Maddalena e due nipotini Xavier e Michele lungo il torrente Mora quando un ragazzino (Marcello Todeschini di Curno anche lui in vacanza), che giocava saltando sui massi in riva al torrente all'improvviso cadde nell'acqua che solo in quel punto raggiunge i 3 metri di profondità.
Piera Gelpi lo vide e non esitò un attimo a buttarsi in acqua per salvarlo.
Ma il gesto risultò vano: annegò insieme al ragazzo.

Fu un atto di eroismo che le valse la medaglia al valor civile.

Chi la conosceva sostiene che Piera Gelpi era una ragazza semplice, serena e responsabile. Ed amava gli altri. È solo per questo che fu capace di un atto di eroismo.

Sono passati 30 anni per favore non dimenticatela. Nell'atrio della scuola c'è la sua foto. Vorrei che nessuno, guardandola, debba mai chiedere: chi è?

Accanto alla sua c'è la foto del cognato di Piera. È il fondatore e primo Preside della scuola di avviamento, diventata poi scuola media, primo nucleo di scuola post-elementare a Mapello e nella zona intorno a Mapello. Si chiamava Riccardo Jacobelli. Anche di lui bisogna ricordarsi. Egli morì dopo tre mesi dalla morte di Piera per un male incurabile. A lei lo accomunava l'amore per la scuola e per i giovani.

Scrivo queste righe nel momento in cui anch'io lascio la scuola (più fortunata di loro perchè ho serenamente concluso la mia vita lavorativa) e le dedico ai giovani con l'augurio che dentro la scuola trovino sempre amore e dedizione.

Mapello 29 Luglio1994

La Preside
Maria Rosa Restifa Mascali 

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